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CONDIVIDERE LE CONOSCENZE SULLA MALATTIA DI ALZHEIMER

particolare di una mano di una persona anziana

Appello alla comunità scientifica internazionale per la realizzazione di un coordinamento intercontinentale che permetta di condividere le conoscenze sulla malattia di Alzheimer tra alcune iniziative pubblico-private in Europea e Usa. Il lancio dell’iniziativa è avvenuto nel corso del World CNS Summit 2017, incentrato sui biomarcatori delle malattie neurodegenerative, che quest’anno si è tenuto a Boston

Claudio Babiloni, docente del Dipartimento di Fisiologia e farmacologia Vittorio Erspamer, ha partecipato come Workshop leader al Pre-Conference Workshop Day del World CNS Summit 2017, tenutosi a Boston il 20 febbraio 2017. Il World CNS Summit riunisce ogni anno esperti di enti pubblici e privati di tutto il mondo per un confronto sullo stato della ricerca nell’ambito delle malattie neurodegenerative. Quest’anno, il tema dominante ha riguardato le nuove strategie di contrasto della malattia di Alzheimer e di Parkinson mediante biomarcatori. Queste patologie hanno infatti assunto un enorme costo sociale a causa della mancanza di terapie in grado di arrestarne la progressione, nonostante il grande numero di studi clinici e farmacologici condotti negli anni passati.

Babiloni è stato dal 2010 al 2015 Task leader del grande progetto europeo intitolato “Prediction of cognitive properties of new drug candidates for neurodegenerative diseases in early clinical development (PharmaCog)”. Nell’ambito di quel progetto, ha coordinato gruppi di ricerca universitari e di industrie farmaceutiche per lo sviluppo di biomarcatori per la malattia di Alzheimer basati su registrazioni elettroencefalografiche. L’iniziativa ha collocato l’Italia tra i paesi leader in questo nuovo campo di studio.

Nel corso del Summit, proprio partendo dal progetto, Babiloni e altri esperti con analoghe esperienze di stretta collaborazione tra organizzazioni pubbliche e private internazionali hanno lanciato un appello a università, centri di ricerca privati, piccole e medie imprese, associazioni di pazienti, agenzie governative e grandi industrie farmaceutiche europee e USA per lo sviluppo di bandi di ricerca congiunti, protocolli scientifici condivisi, banche dati “aperte” delle condizioni sperimentali con placebo, strumenti comuni di analisi dei dati e altre risorse per la ricerca rese disponibili su WEB. Il principio ispiratore è stato quello di una larga condivisione delle conoscenze scientifiche per lo sviluppo di biomarcatori che permettano una fine valutazione dell’efficacia di nuovi farmaci contro la malattia di Alzheimer. L’appello è stata condiviso e discusso dall’assemblea dei partecipanti. In conclusione dei lavori, è stato deciso di formalizzare in un articolo per una rivista internazionale sulla malattia quanto emerso nel corso del Workshop Day. Nell’articolo, essi esporranno nel dettaglio il piano di lavoro per la realizzazione di un coordinamento intercontinentale che permetta di condividere le conoscenze sulla malattia di Alzheimer tra le importanti iniziative Pubblico-Private europee e USA rappresentate nel Workshop Day.

In particolare, hanno partecipato al Workshop Day con rappresentanti di alto livello l’Innovative Medicine Initiative (IMI) per l’Europa e il National Institute on Aging (NIA) - National Institute of Health (NIH), il Coalition Against Major Diseases (CAMD) del C-Path, l’Accelerating Medicines Partnership-Alzheimer’s Disease (AMP-AD) e il Global Alzheimer’s Platform Foundation (GAP-NET) per gli USA.  Al workshop sono intervenuti, oltre al docente della Sapienza che ha coordinato i lavori, Samuel Agus (Lundbeck A/S), Andrew Satlin (Eisai, IMI-EPAD), Suzana Petanceska (NIA/NIH, AMP-AD), Stephen P Arnerić (CAMD) e Richard Mohs (GAP-NET).

 

Nella sezione Download è possibile scaricare un articolo di approfondimento circa il ruolo leader internazionale assunto dalla Sapienza in riferimento ai biomarcatori EEG nei progetti europei PharmaCog (FP7-IMI), SRA-NED (H2020-JPND) e BBDiag (H2020-Marie Curie).