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ARCHEOSTAZIONE: IL CONTRIBUTO DELLA SAPIENZA

Foto concessione Diap

Lo scorso 1 aprile è stata inaugurata a Roma la fermata di S. Giovanni della linea C della metropolitana, alla quale ha contributo anche il gruppo di progettazione del Re-Lab, laboratorio del dipartimento di Architettura e progetto (DiAP). L'ambito di intervento dei docenti della Sapienza ha riguardato in particolare l'allestimento e musealizzazione degli spazi interni della stazione.

Lo scavo per realizzare la metropolitana ha raggiunto la quota sotteranea di 27 metri, arrivando sotto gli strati dell'epoca Imperiale o Repubblicana, fino a svelare una inconsueta Roma della preistoria: da questo punto di partenza ha preso le mosse lo studio degli architetti, cominciato già alla fine del 2012, finalizzato a restituire l'orizzonte temporale dei reperti archeologici esposti in modo intuitivo e immediato. L'elemento fondamentale del sistema info-grafico degli interni della stazione è quello che si definisce come "Stratigrafo", cioè uno strumento di misurazione della profondità dei contesti storici che è al tempo stesso barra di misurazione temporale delle varie fasi: a ogni epoca viene assegnato un colore per evidenziare il succedersi degli strati. Le tracce materiali della vita di millenni sono diventate figure iconiche rappresentative del loro tempo e compaiono come segni identificativi delle varie epoche.
A questa lettura spazio-temporale, si aggiunge un registro narrativo legato ai cambiamenti infrastutturali di Roma e ai passaggi storico-sociali, nonché una lettura basata sui cambiamenti intervenuti nell'area e sul ruolo che l'acqua ha avuto nella trasformazione del paesaggio; alla portata dei viaggiatori sono poi diversi allestimenti speciali che raccolgono alcuni dei reperti più interessanti rinvenuti durante gli scavi, come pure immagini e filmati che restituisono il senso del rapporto tra passato e presente della città.