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Baccanti di Euripide

Traduzione, adattamento e regia
Giovanni Greco
con la partecipazione di Antonella Civale e Giovanni Greco e in veste di Coro degli studenti del progetto ‘Teatro Antico alla Sapienza’.
Coordinamento
Anna Maria Belardinelli
Laboratorio di traduzione
Matteo Buccarini, Kathrine Budani, Gianna D'Alessio, Luigi Di Raimo, Virgilio Irmici, Donatella Izzo, Giulia Nicolai, Alessandra Perri, Salvatore Tufano.
Laboratorio di messa in scena
Giacoma Bafera, Roberta Carlesimo, Erika Cirulli, Elena Fuganti, Luigi La Torre, Brunilde Maffucci, Antonella Manzo, Ottavia Orticello, Mauro Racanati, Francesco Rizzo, Ivan Spicuglia, Claudia Zappia.
Foto di scena
Maria Grazia Gueli
Musiche a cura di
Daniela Troilo, Laura Polimeno
Percussioni
Massimo Carrano

La vicenda di Dioniso, dio del teatro, che arriva a Tebe per insediare il suo culto orgiastico e viene ostacolato dal re e suo cugino, Penteo, può rivelarsi in questo senso esemplare: può raccontare della necessità del confronto con il diverso, con l'Altro senza che questo determini i risultati tragici che poi si determinano nella storia così come ce la racconta Euripide. Penteo viene fatto 'a pezzi' dalle Baccanti guidate dalla madre Agave, che, inconsapevolmente, poiché posseduta come le altre dal dio, fa scempio del figlio, ne mangia con le altre donne le carni e ne riporta in scena la testa infilzata sul tirso.
La storia è anche una storia di travestitismo, di ambiguità di genere (sessuale come letteraria), di morte e resurrezione: prima di prendersi la rivincita sul re-cugino, Dioniso viene sbattuto in galera e lì sembra morire, ma invece rinasce con un terremoto e si vendica di quanto subito. La vicenda è stata in questo senso anche messa in relazione con quella di Cristo, con il suo essere fatto a pezzi, crocifisso per poi risorgere: ma questa è anche la storia di Iside e Osiride, di mille altri miti che ricalcano storie realmente avvenute. Questo è un archetipo antichissimo, quello del corpo di un uomo fatto a pezzi (figlio, fratello, padre, marito) e di una donna (sorella, madre, moglie) che lo ricompone e/o lo piange. In questo sincretismo, in questa mescolanza di futuro e passato, di sacro e profano si muove la disperata speranza di questa messa in scena.

Prossima rappresentazione: 20/09/2013

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